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Armando Riviera, il sindaco più “longevo”

26-02-2011

Aspettando il nuovo sindaco, la storia dei personaggi sulla poltrona di Palazzo Cabrino

NOVARA - Quando il sindaco Maurizio Pagani si dimise perché non disponeva più di una sicura maggioranza, fu l’esigenza di approvare il bilancio comunale entro il 31 luglio del 1981 ad accelerare il ritorno alla formula del centro-sinistra.

Diventò a sorpresa sindaco Armando Riviera, già segretario provinciale socialista e già assessore nella Giunta Pagani. Il nuovo sindaco riuscì a mettere insieme i voti di socialisti e democristiani, assicurandosi l’astensione dei socialdemocratici.

Naturalmente le polemiche salirono al massimo livello, ma ormai si era concluso l’esperimento del famoso “compromesso storico” fra Dc e comunisti. Le elezioni comunali del 1983 presentarono un quadro nuovo della situazione politica novarese: in netto calo la Dc, stabili i comunisti (primo partito cittadino), in aumento socialisti, Psdi, repubblicani e liberali.

Riviera venne confermato sindaco con una Giunta forte di personaggi autorevoli come i democristiani Ezio Leonardi, Mario Agnesina, Piero Rizzotti; i socialisti Renzo Annichini (bravissimo assessore alla Cultura), Renzo Maffè, Pierangelo Tagliamacco; il repubblicano Ferruccio Chiarino e il liberale Massimo Pietri.

Armando Riviera rimase incontrastato sindaco della città nel periodo migliore dei socialisti che avevano al governo il leader Bettino Craxi. Il sindaco Riviera restò in carica dal luglio 1981 al luglio 1991, dieci anni esatti, record assoluto per i sindaci novaresi del Dopoguerra.

Durante il suo decennio, Riviera seppe guadagnarsi la fiducia di buona parte dei cittadini portando il Partito socialista novarese su livelli degli anni Cinquanta: il Psi infatti guadagnò 12 seggi nelle elezioni comunali del 1988, a scapito dei comunisti.

Mentre i democristiani mantenevano le posizioni consentendo la riproposizione del centro-sinistra organico con Psi, Dc, Psdi, Pri e liberali.

Nei dieci anni di Riviera sindaco, il governo novarese approvò - fra l’altro - il preliminare del Piano Regolatore, impostando l’area industriale di Sant’Agabio come centro interscambio merci del Boschetto (Cim). La Giunta Riviera consentiva la demolizione dell’antico albergo Italia per far posto alla nuova sede della Banca Popolare di Novara.

Sul piano delle iniziative pubbliche, molto importanti e ricche di suggestioni popolari furono le edizioni di “Novarissima”, una serie di spettacoli anche di alto livello proposti durante l’estate. Da segnalare la discesa dalla Cupola e la doratura della statua del Salvatore per inderogabili restauri (sarà poi sostituita da una copia in materiale leggero); l’entrata in funzione del Conservatorio con annessa scuola media; l’inaugurazione del primo tratto della tangenziale di Novara; l’inizio dei lavori di restauro del teatro “Coccia”; la demolizione della zona denominata “Bellaria”, diventata un vero e proprio ghetto; l’inaugurazione della strada-cavalcaferrovia di collegamento fra corso Risorgimento e corso della Vittoria.

Notevoli le iniziative culturali proposte dalla Giunta Riviera, dal 1981 al 1991.

Il ritorno in patria del “figlio prodigo” Umberto Orsini con straordinarie stagioni teatrali al “Coccia” e al “Faraggiana”; importanti mostre e convegni al Broletto sull’architetto Pierluigi Nervi; sull’Europa del 1936; sullo scrittore novarese Enrico Emanuelli; sull’esploratore Boggiani. E un occhio di riguardo verso lo sport con l’organizzazione dei campionati mondiali di bocce e di hockey su pista al Palazzetto.

Durante i dieci anni di Riviera venne inaugurata (novembre 1984) la facoltà universitaria di Economia e Commercio.

Naturalmente non furono tutte rose e fiori. Riviera verrà contestato soprattutto per le spese relative a “Novarissima”, manifestazione ritenuta poco culturale e troppo consumistica; per la grave situazione alla Biblioteca Negroni precipitata nel caos e nell’inefficienza; e soprattutto per  il nuovo impianto per lo smaltimento dei rifiuti, il famigerato “digestore”, che non funzionerà mai e che diventerà un po’ la spina nel cuore del sindaco Riviera.

Una tragedia novarese il 3 ottobre 1990: un pullman che torna dalla Liguria precipita da un viadotto autostradale presso Ovada. Muoiono ben diciannove concittadini, quasi tutti anziani. Gravissimo lutto per Novara.

Armando Riviera diventerà senatore della Repubblica nel 1992, ma godrà poco della sua carica perché fra non molto scoppierà il dramma di “Tangentopoli”. Anche Riviera successivamente sarà coinvolto in qualche guaio giudiziario.

In ogni caso, i suoi dieci anni alla guida di Novara saranno ricordati come un periodo molto importante e significativo per lo sviluppo della città.

Gianfranco Capra

 

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